chi siamo
1+1=3
“Insieme per creare l'avvenire”
“UNA RETE DI ASSOCIAZIONI E PERSONE CHE SI UNISCONO PER CREARE E SOSTENERE NUOVI MODELLI DI SVILUPPO, DI CULTURA E DI LAVORO SUL TERRITORIO, BASATI SU UNA VISIONE OLISTICA DELL'ESSERE UMANO E DELLA VITA”

Lo sviluppo sostenibile sta diventando l'obiettivo generale, ma per realizzarlo davvero noi crediamo che la partecipazione attiva degli abitanti sia indispensabile e che le scelte di cambiamento debbano partire prima di tutto da noi stessi e dalla nostra vita quotidiana.

Come?

Nella valle del Niccone (intesa in modo non strettamente geografico) c'è chi lavora nel campo della salute, con metodi non convenzionali, per realizzare e mantenere il benessere psicofisico-fisico-spirituale delle persone; chi lavora come artista o artigiano; chi coltiva la terra in modo biologico perché lo ritiene l'unico modo per rispettare la terra, se stesso e gli altri; chi cerca attraverso forme di scambio, nuovi modelli di mercato; chi sente il bisogno di stabilire rapporti umani più autentici; chi ricerca nella dimensione del sacro risposte vecchie e/o nuove al significato della vita; chi sperimenta modi di vivere comunitari e chi s'inventa nuovi modi di stare insieme nel tempo libero.

Per unire e rafforzare questo mondo ancora sommerso, nasce la nostra rete che si rivolge a tutti quanti condividono questa visione, sia che lavorino individualmente o che siano riuniti in associazioni o piccole imprese. Essa vuole essere un luogo dove le esperienze possano incontrarsi, dove le persone possano esprimere i propri bisogni, progetti e sogni nel cassetto e creare sinergie per realizzarli.

Finalità della rete:

  1. Creare sinergie per rafforzare i progetti e le iniziative di ogni gruppo o singola persona
  2. Favorire la crescita personale e lo sviluppo di una coscienza globale, attraverso progetti educativi e culturali
  3. Sostenere e rendere visibili, attività produttive, artigianali, agricole, turistiche, artistiche, ecc., anche nell'ottica di un miglioramento dell'inter-relazione umana e sociale
  4. Creare o coordinare servizi per la cultura e il tempo libero: corsi, conferenze, cinema, ricerche, laboratori, ecc.
  5. Programmare azioni culturali, sociali e/o politiche comuni, tenendo conto della presenza sul territorio di persone portatrici di culture diverse (europee ed extraeuropee) e valorizzarle
  6. Elaborare idee per un turismo eco-sostenibile.
  7. Affrontare i temi ambientali e dei trasporti, superando le frontiere regionali.

giugno, 2005

La costruzione di ponti è più che mai necessaria. Là dove mancano ponti regna la divisione, l'esclusione. Molti di noi hanno smesso di esprimere i propri bisogni, visioni e desideri, per mancanza di ponti

“La pace non è solo assenza di guerra, ma una trasformazione culturale, un processo profondo di guarigione umana sociale e spirituale.
Ascoltare, includere comunicare, imparare ad osservarsi, oltre che ad osservare gli altri, essere disposti a mettersi in gioco, essere consapevoli che crescere come esseri umani, soprattutto per chi lavora con gli altri e per gli altri, é premessa indispensabile per dare corpo ad una cultura capace di cambiare lo stato di cose presenti” dichiarazione dell'ONU per una cultura di pace.

Tutte le persone che partecipano a gruppi e reti con un approccio olistico, (1+1=3, Holon, ecc.) si sono avvicinate ad un qualche percorso di crescitampersonale o hanno compreso la primaria necessità di effettuare un cambiamento che parta soprattutto, prima di tutto, o anche, da se stessi.
Questo è un fattore determinante, altrimenti non si capisce di che cosa si stia parlando: di nuove idee? di nuove mode? o di un cambiamento profondo nell'individuo che porti trasformazioni individuali e collettive?
La rete olistica, non è quindi un semplice coordinamento di iniziative, ma l'esperienza che facciamo è volta a far nascere sinergie dall'unione dei partecipanti, per favorire lo sviluppo di quei progetti comuni che ognuno desidera e che negli altri trovano risonanza. C'è una differenza tra unità e unione. L'unità crea, nella migliore delle ipotesi, un coordinamento esterno ma ognuno rimane se stesso, separato dagli altri, nel suo bisogno di “fare” nel suo bisogno di dar risalto alla propria opera o a se stesso. Ma, come si fa a fare, insieme agli altri, se ognuno vuol fare quello che vuole? Qual è il punto d'incontro perché ognuno sia e si senta se stesso e con gli altri nel contempo?

Allora si è passati alla creazione di uno spazio di ascolto (contenitore vuoto) e a lasciare che le persone si unissero spontaneamente attorno a comuni interessi. Ciò ci ha dato un senso di sollievo in quanto nessuno si sentiva obbligato a seguire qualcun altro e nel contempo la struttura rimaneva sempre aperta ed elastica.

Ma poi si scopre il gusto dell'unione, che l'unione è ancora qualcos'altro e che non è necessariamente collegata all'azione, che riguarda “l'essere” piuttosto che il “fare”. Senza l'unione sottostante tra le persone, l'entusiasmo si perde e tutto diventa un “fare” che spesso non ci riempie, non ci nutre e ci fa'abbandonare i progetti. Nonostante tutto sembri apparentemente vacuo e impalpabile, è invece ciò che tiene “assieme le cose”.

Di fondo l'umanità è UNA, la coscienza è Una, la mente è Una sola.
“Nel profondo la coscienza dell'umanità è una. Questo è virtualmente una certezza perché nel vuoto la materia è una... Se non stabiliamo queste frontiere assolute tra le menti, allora è concepibile che esse possano unirsi in una sola mente” per citare il fisco quantista David Bohm

ALLORA SI PUÒ AFFERMARE CHE IL CAMMINO E' GIA' LA META, E CHE IL RAGGIUNGIMENTO DI QUESTA UNITA-UNIONE E' IL PUNTO DI PARTENZA : PRIMA “ESSERE”POI “FARE” E NON L'OPPOSTO

L'unione, si crea quindi con lo stabilire un rapporto più profondo tra individui, superando le competizioni e i personalismi e con la volontà di bene per tutti. Ciò non significa annullarsi , ma arrivare più capillarmente ai bisogni dei partecipanti e stabilire un modo di fare armonioso, unitario e rispettoso di tutti.
Mi ricordo una canzone di Gaber: “libertà è partecipazione”. Tutti hanno bisogno di partecipare.

CI VUOLE PIU' TEMPO, MA CREDO CHE E' LA COSA CHE DOBBIAMO IMPARARE, CHE É POSSIBILE ED É LA NUOVA SFIDA:
ESSERE SE STESSI, ESSERE INSIEME E FARE INSIEME

 

Nives Riva, neve777@libero.it; 348 0423048

La rete olistica,-Holon, 1+1=3, ecc., non sono sovrastrutture che assumono l'organizzazione delle iniziative, ma puro luogo di scambio, CONTENITORE VUOTO che ognuno riempie creando sinergie come crede per poi realizzare progetti al di fuori e al di là di questo momento d'incontro Eventualmente si può decidere, come nel caso della rete 1+1=3, che si formi un gruppo che si occupi dell'informazione per tutta la Rete

METODO PER CONDURRE GLI INCONTRI
GLI INCONTRI SONO ORGANIZZATI A ROTAZIONE DA QUALCUNO DELLA RETE CHE SI ASSUMERA' LA CONDUZIONE

Si inizia se si vuole con una fusione di gruppo(meditazione)
Segue:

  1. 1º Cerchio di presentazione: tutti parlano a rotazione: NON INTERROMPERE NE' DIALOGARE
    Ognuno può esprimere:
    • Stato d'animo e bisogni
    • Progetti sia materiali che immateriali che sta realizzando
    • Presentazione di progetti che da soli sembrerebbero irrealizzabili e ricerca di sinergie
    • Desiderio di prestare ascolto senza esporsi
  2. 2º Giro: verificare se si sono manifestati interessi convergenti o curiosità comuni, stabilire insieme su che cosa si vuole soffermarsi : ascolto dei progetti di qualcuno in particolare, iniziative imminenti che interessano tutti, approfondimenti, ecc.
  3. Prima di concludere: definizione della persona che convocherà e faciliterà la riunione successiva

La riunione si conclude e molte iniziative s'incontreranno al di fuori per realizzarsi

AL PROSSIMO INCONTRO CI SARANNO VECCHI E NUOVI PARTECIPANTI

Nives Riva, neve777@libero.it; 348 0423048