manifestazione del silenzio

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Souhail essendo un seguace Sufi, è di per sé, un filosofo.
Nelle forme semplici ed eleganti dei materiali che diventano le sue "sculture" esiste un mondo del pensiero filosofico, e contemplativo riguarda l'esistenza della bellezza inerente la natura.

Souhail sulla filosofia del suo lavoro;

I boschi vicino a casa mia sono ricchi di forme naturali, le più belle sono amia disposizione, mi piace lavorare con il legno e con le creazioni della natura stessa.
Io lavoro, non solo con le radici, ci sono i nodi, trecce e ceppi- se non fosse per la scintilla della creatività che già vive in queste segrete bellezze nascoste dormienti nel bosco, sarebbe buttata via la mia creatività e l'energia dello sforzo che richede l'esistenza quotidiana, quello del guadagnarsi da vivere in un paese straniero; perderei la parte migliore di me nella lotta per mantenere la dignità invece di concentrarmi su quello che è più importante, più sacro della vita....
questo tipo di lavoro, le forme nascoste nella foresta, la forme nascoste nelle strutture nodose di questo mezzo sono una fonte d'ispirazione, un opera d'arte in attesa di essere rivelata

Sento spesso i boschi come un grande magnete, la loro essenza mi attira e mi avvolge, mi perdo mentre cerco queste composizioni naturali così complesse che cerco di mettere alla luce, agli occhi di tutti, - sento il bisogno di rivelare la loro bellezza, sono attratto dall'energia penetrante degli alberi; la "scoperta" dei pezzi che io uso è parte integrante del processo creativo e, alla fine, quella che mi dà la soddisfazione più grande.
È questo che mi piace di più; andare nel bosco, non è una decisione volontaria, si tratta di qualcosa, che guida me verso il legno che lo voglia o no.

Devo il mio lavoro alla foresta. Sono un studioso praticante di Sufismo, * il sufismo è una filosofia intrecciata con i fondamenti dell'esistenza e della natura; - devo quello che ho creato alla forza vitale che è viva nella foresta. Ci è voluto tempo perché io mi sveglissi a "riscoprire" la bellezza della natura,e ha gettato una nuova prospettiva sulla mia vita.

Io sono una persona che vive in un mondo che mi ha adottato e che io ho adottato; un mondo molto diverso da quello in cui sono nato, quello del immense distese di terra su cui Marrakech confina con il deserto, io non sono nativo del'Italia, ma sto trovando un modo da traversare questa vita, in questo paese, dopo aver sperimentato l'esistenza in altri paesi, tra molti popoli, imparando la vita e come esistere anche in quei luoghi.

Il mio coinvolgimento con il legno mi ha aiutato ad essere in grado di vedere una nuova vita, ma più in profondità, quando lavoro sulle radici, poi sto lavorando sulle mie origini.

Sono senza radici in Europa. Io non sono nemmeno un umile anemone di mare, la più semplice delle creazioni della natura ha radici visibili - le sue origini sono dentro di lui,le profondità dei fondali, a volte mi sono sentito meno di un anemone di mare - senza radici reso instabile da ogni alito di vento.
Le mie radici, ciò che mi nutre e mi tiene "caminando in avanti" sono ancora il punto cruciale della mia esistenza, anche se sono un essere molto transitorio su questa terra, ho e nutro queste radici interiori che sono le esperienze della mia giovinezza ed infanzia nella parte del nord Africa che si chiama Marrakech che si trova sul confine del Marocco, ma che in realtà è molto diversa dalla cultura Marocchina.
Tutti noi abbiamo un forte attaccamento vincolante ad una realtà che è molto "locale", molto piccola, che cambia non appena si lascia la nostra terra e l'ambiente familiare che cambia ancora di più quando ci si allontana dal luogo della nascita.
Più profondamente, è questa qualità ruvida e sterile del deserto che mi ha formato. È la bellezza molto complessa dell'Islam e della lingua araba che ho studiato per gran parte della mia giovinezza, e poi l'amore duraturo della mia famiglia - per consentire, anche se invisibilmente - a rimanere solidamente attaccato alla terra perché non cada come un albero con radici poco profonde spinto da forti venti.
Vista da fuori, l'idea che gli stranieri hanno della mia cultura è confusa e piena di equivoci. Molto di ciò che vedo che è rappresentato come la realtà della mia cultura, la cultura araba, mi taglia nel profondo della mia anima, una ferita che fatica a guarire, sarebbe meraviglioso se politicamente, socialmente ed ecologicamente le cose potessero essere viste, comprese e capite ad un livello più profondo.

La mia esistenza è una manifestazione della mia filosofia, io cerco di rimanere su un sentiero che è vero per le mie convinzioni e la mia coltura. Se non apprezzo e onoro la cultura che è le radice del mio essere, indebolisco.

Scavo con la minuta e intensa esigenza di un archeologo nella natura delle mie origini, mentre tolgo via quello che nasconde la bellezza degli oggetti legnosi che trovo nel bosco. Ciò che resta una volta che si getta via le immagini non vere create dalla distorsioni degli aspetti più banali ed a portata di tutti ,che spesso è il lato più negativo,trovi la bellezza di quello non facilmente visibile, quella bellezza che io conosco nel profondo e che amo.
Questa è la bellezza che mi spinge ripetutamente nella foresta per trovare l'ispirazione.
Anche se delle volte mi annoio della ripetitività di pulizia del legno, mi sforzo di rimanere concentrato sul mio obbiettivo quellodi rivelare la ricchezza che si nasconde in ogni pezzo che lavoro. Questa è la profonda soddisfazione che mi porta avanti anche se mi manca il tempo e l'energia, la bellezza vive nella forma. Il Sufismo è l'essenza di questa bellezza. Questo e'quello che mi riempie volta dopo volta con forza vitale che da senso alla vita e che fa di me un “albero”nel senso di quel che scrive il grande poeta e filosofo Libanese del ultimo secolo, Khalil Gibran:
Gli alberi sono poesie che la terra scrive sul cielo. Noi abbattiamo gli alberi e li trasformiamo in carta sulla quale possiamo registrare il nostro vuoto.

Non ho bisogno di fare di queste forme di natura qualcosa di mia creazione. Spesso la gente pensa, che fanno meglio di quello che la natura ha creato. Non ho mai sentito parlare di qualcosa che l'uomo ha creato che ha superato la sublime bellezza della natura.
Se riesco a liberarmi e sono tutt'uno con il mio lavoro, il lavoro diventa un co-creazione, il mio cuore, i miei occhi e le mie mani, lavorare insieme con l'energia creativa dell'universo. Quando tutto questo si unisce, i risultati migliori sono stati raggiunti.
Scolpire e formare non sono la mia strada. Essa è quella di celebrare la bellezza degli invisibili e di portare alla luce l'incarnazione del silenzio. Questo è sufficiente.

Prendo spunto dalla scrittura di Hermann Hesse nel libro, Alberi
A loro cime, il mondo corre, le loro radici riposano nel'infinito, ma non si perdono in essa, ma si impegnano con tutta la forza della loro vita solo per una cosa: per adempiere la legge, che vive dentro di loro, rafforzare la propria forma, di rappresentare se stesse.
Nulla è più sacro,non c'è niente di più esemplare di un bellissimo, forte albero.

Sufism *
Mystical movement within Islam that seeks to find divine love and knowledge through direct personal experience of God. It consists of a variety of mystical paths that are designed to ascertain the nature of mankind and God and to facilitate the experience of divine love and wisdom in the world. Sufism arose as an organized movement after the death of Muhammad (AD 632), among different groups who found orthodox Islam to be spiritually stifling.